GIUSEPPE SIMIGLIANI
Born in 1984, in the Abruzzo region from Friulana mother and Abruzzese father.
RIPA TEATINA
Our Cantina (Wine cellar) is situated in Ripa Teatina, in Chieti province, at the bottom of the Majella mountains.
ORANGE, BUT NICE
We do like to experience skin maceration of white grapes, but with a nice bouquet, clean and well done.
APPASSIMENTO, METODO CLASSICO AND SOMETHING ELSE
In our Cantina we’ve started few experimentations that we will bottle in a couple of months.
FIVI VIGNAIOLI INDIPENDENTI
I’m proud to be part of the association FIVI vignaioli indipendenti: indipendent vintners
THE VINEYARD
THE GARAGE
WHEN I STARTED I HAD MANY IDEAS AND A GARAGE.
I BOUGHT A PIECE OF LAND, POSITIONED A VINEYARD, AND MY GARAGE BECAME MY WINE CELLAR.
TODAY THAT’S THE CORE BUILDING OF MY BUSINESS.
FOR ME THAT’S NOT ONLY A WINE CELLAR, THAT’S MY STARTING POINT. I DIDN’T INHERIT LAND OR VINEYARDS, I QUIT MY JOB
AS ENGINEER AND I BECAME A VIGNERON, PROUDLY A SELF MADE VIGNERON
MY FIRST EXPERIMENTS, WHEN STARTING UP A CANTINA WAS JUST A DREAM
MEN AT WORK: FROM GARAGE TO WINE CELLAR
WHEN I TOLD EVERYONE I WOULD HAVE CREATED A WINE CELLAR INTO MY GARAGE, I GOT THE NICKNAME OF “FANFARONE”.
AUTOCTONI, TRADITIONAL WINES OF OUR ABRUZZO REGION.
SIMIGLIANI BIANCO
PECORINO TERRE DI CHIETI I.G.T..
A straw-yellow color with golden shades.
To the nose apple scents, tasteful floral and herbs notes. The sip is sapid, mineral and with a good sourness.
Grapes type: Pecorino.
Refined into steel and then bottle.
ABV 13,5%
The best choice as aperitif and with seafood platters.
SIMIGLIANI ROSE’
CERASUOLO D’ABRUZZO D.O.C.
Our Cerasuolo has a raspberry color and violet reflections.
You can perceive scents of strawberries and flowery hints linked to violet and geranium. It’s fresh and clean, with good acidity to enhance the mineral quality.
Grapes type: Montepulciano.
Refined into steel and then bottle.
ABV 13,5%
Excellent choice as appetizer and ideal with traditional fish main courses.
SIMIGLIANI ROSSO
MONTEPULCIANO D’ABRUZZO D.O.C.
Our Red Simigliani is a wine with a ruby red color and garnet violet reflections. To the nose, fruity smell of red fruits, sour cherries and wild berries.
The taste is soft, harmonious, clean and structured.
Grapes type: Montepulciano.
Refined into steel and then bottle.
ABV 14%
Suggested with traditional first courses: Maccheroni alla chitarra.
The magic of wood. Dedicated to Vanessa, LA VIOLINISTA (the Violinist).
LA VIOLINISTA
MONTEPULCIANO D’ABRUZZO D.O.C.
Montepulciano d’Abruzzo D.O.C., The Fanfarone rosso celebrates the magic of wood.
A wine with a strong red color and violet reflex. Wine with an intense and complex perfume.
The red fruits highlight the spicy notes of cloves and toasted notes that remind of coffee and nutmeg.
Montepulciano grapes are selected, this wine is refined for a long period like valuable violins of ancient luthiers whose sound improves over the years.
The taste is harmonious, chilled, clean and structured, constantly evolving.
ABV: 14,0%
Suggested with traditional first courses: gnocchi, cannelloni, lasagne and maccheroni alla chitarra.
IL SAPUTELLO
PASSITO ROSSO TERRE DI CHIETI IGT
INTENSE RUBY RED COLOR WITH PURPLE NUANCES.
THE BOUQUET REVEALS FRUITY NOTES OF RIPE RED FRUITS AND NOTES OF PEPPER.
THE TASTE IS GENTLY SWEET, ROUND AND BALANCED.
Grapes: Montepulciano
The grapes are kept in appassimento in small boxes into the fridge room at constant humidity and temperature for at least one month, only after this long time, the fermentation starts. At the end, from 300 kilos of grapes we get around 100 liters of passito wine.
Alcohol content: about 16.0% Vol.
OUR BLENDs. Dedicated to the most fearless bear of Abruzzo: Juan Carrito.
JUAN CARRITO ROSSO
NO SULPHITES ADDED, THE WINE WITH THE LADYBUG
Our Juan Carrito Rosso Terre di Chieti IGT 2023 is the result of the first days of the red grapes harvest, a three days maceration of must with red grapes skin. and NO ADDED SULPHITES.
A wine with a ruby red color and garnet red reflection. This Rosso Simigliani has an intense and complex perfume. The perfume of red fruits alternate with spicy notes. Balanced and a good tannic weave, structured and refined into bottle.
Grapes type: mixed.
ABV 12%
Perfect with the traditional second courses and it gives his best with the Arrosticini. Well matched with all aged cheese.
OUR ORANGE WINE, DEDICATED TO OUR GARAGE AND ITS PANORAMA
MARGENTO ORANGE GARAGE
Our MARGENTO, Pecorino Terre di Chieti IGT 2023 is dedicated to our garage, where everything started, and its panorama, our “silver sea”.
It’s our favourite wine, we do love vinifying white grapes with a soft maceration on the skins. It gives to the wine a coppery color and a wonderful nose, it is an orange wine, but well done.
Our Orange wine is the result of a ripe harvest, a slow and maceration of must with white grapes’ skins.
White Orange wine, to be honest it’s a white wine that thinks to be a red wine. A golden yellow color with coppery shades, complex and scents of mature fruits and candied citrus fruits. Soft, fruity and mineral taste.
Grapes type: Pecorino.
Refined into steel and then bottle.
ABV 13,5%
Suggested with Aged blue cheese.
NEWS
Il re del POP
*Perchè c’è un suono che ogni appassionato di vino riconosce al volo. Non è il tintinnio dei calici, né il gorgoglio del vino che scivola nella bottiglia. È quel “pop” secco, elegante, inconfondibile: il suono di un tappo di sughero che si libera dal collo della bottiglia. Un gesto antico, quasi rituale e che, oggi più che mai, torna a essere una scelta consapevole, culturale e sostenibile.* Il sughero non è solo un tappo. È il custode silenzioso della memoria del vino. Da millenni accompagna le grandi annate, sigilla i sogni delle cantine, fa da ponte tra il lavoro in vigna e il piacere nel bicchiere. Già gli antichi Greci e Romani usavano il sughero per conservare il vino, intuendone la straordinaria capacità di protezione, elasticità e traspirazione.
E non è un caso se ancora oggi, nel mondo delle grandi etichette, il sughero regna sovrano. Perché nessun materiale artificiale è riuscito a replicare davvero quel delicato equilibrio tra isolamento e micro-ossigenazione che il sughero sa offrire. È lui che permette al vino di evolvere, respirare, maturare. Di invecchiare bene. Deriva dalla corteccia della quercia da sughero – *Quercus suber* – un albero che cresce principalmente nei paesi del Mediterraneo, in particolare in Portogallo, Spagna e Italia. La sua raccolta non comporta l’abbattimento dell’albero, ma anzi ne stimola la rigenerazione. Un processo totalmente naturale, rinnovabile e a bassissimo impatto ambientale.
A differenza dei tappi sintetici, spesso derivati dal petrolio e non biodegradabili, il sughero è compostabile, riciclabile, e ha un’impronta ecologica nettamente inferiore. Ogni tappo in sughero è un piccolo pezzo di foresta, una scelta che fa bene al pianeta oltre che al palato. *Tappo sintetico: pratico, ma senz’anima*
Certo, il tappo sintetico ha dalla sua la praticità: non si sbriciola, non richiede cavatappi, riduce il rischio di “vino tappato” (TCA). Ma togliamoci la maschera: chi sceglie un vino per la sua storia, per il territorio che racconta, per la passione che ci sta dietro, non può accontentarsi di un pezzo di plastica colorata.
Il tappo sintetico chiude, il sughero suggella. Il primo sigilla un prodotto, il secondo custodisce un’esperienza. È come confrontare una stampa digitale con un’incisione fatta a mano. Può darsi che non tutti colgano la differenza, ma chi ama il vino – davvero – la sente, eccome se la sente.
Stappare una bottiglia con il tappo di sughero è un gesto che coinvolge tutti i sensi. Il profumo del tappo, la resistenza sotto la leva, quel “pop” liberatorio: è la soglia che separa l’attesa dal piacere. È poesia in azione. È rispetto per ciò che si beve e per chi lo ha fatto nascere.
E poi diciamolo: chi non ha mai annusato il tappo appena estratto, quasi fosse un rito propiziatorio? Non è bello quel brivido prima di scoprire che il profumo del tappo è perfetto e non presenta difetto di tappo? Non succede con un tappo a vite. Non succede con la plastica.
In un’epoca in cui si corre verso l’innovazione, il tappo di sughero ci ricorda che non tutto ciò che è nuovo è migliore. A volte, la vera rivoluzione è tornare alle origini. Scegliere il sughero significa scegliere la natura, la tradizione, la qualità. Significa rispettare il vino e chi lo beve.
Perché quel piccolo cilindro profumato non è solo un tappo: è il sigillo di una storia che merita di essere raccontata. Una storia fatta di terra, di mani, di pazienza. Una storia che comincia – sempre – con un “pop”.
*Quando si ordina una bottiglia di vino al ristorante o in pizzeria, non abbiate paura di chiedere al cameriere se il tappo è di sughero o sintetico, informazione che adesso si evince dalle informazioni sulla raccolta differenziata del prodotto scritte nella retroetichetta. Il più delle volte il cameriere trova questa richiesta un po bizzarra, ma badate bene che il materiale del tappo spesso indica anche se un vino è industriale o meno, perchè chiaramente una industria che produce milioni di bottiglie non potrà correre il rischio che centomila bottiglie abbiano il difetto di tappo, mentre per un piccolo produttore è un rischio accettabile e più facile da arginare con delle accortezze.*
<www.avast.com/sig-email?utm_medium=email&utm_source=link&utm_campaign=sig-email&utm_content=webmail> Privo di virus.www.avast.com <www.avast.com/sig-email?utm_medium=email&utm_source=link&utm_campaign=sig-email&utm_content=webmail> <#DAB4FAD8-2DD7-40BB-A1B8-4E2AA1F9FDF2>
Creare il concept di un nuovo vino con l’intelligenza artificiale.
Il consiglio è quello di dare a chatgpt poche indicazioni ma molto chiare, io personalmente mi sono divertito a richiedere la stessa etichetta in vari stili: minimal, pop, bauhaus, art nuveau e a fare una combinazione dei due, ad esempio in stile pop minimal, oppure in stile bauhaus in bianco e nero.
la prima richiesta a chatgpt è stata questa: Crea la grafica di una etichetta di vino con una immagine stilizzata di un panorama collinare costiero , con un ciclista in lontananza che pedala la bicicletta in riva al mare , in tre varianti , in stile pop art, in stile minimal e in stile art nuveau, il risultato non è niente male.
Il risultato migliore è stato ottenuto scrivendo il testo seguente: crea la grafica di una etichetta per un vino rosato frizzante in stile pop minimal con l’immagine stilizzata di un ragazzo e di una ragazza che giocano a calcio balilla in un bar di fronte la spiaggia.
dopo il primo risultato, ho dovuto correggere il tiro indicando a chatgpt: bellissima, il ragazzo e la ragazza devono stare ai lati del calcio balilla, chiamato anche biliardino. I colori e la spiaggia e i disegni sono bellissimi
Uno strumento molto potente, ma attenzione a controllare bene l’immagine, ad esempio nel calcio balilla il numero di giocatori e le stecche sono completamente sbagliati, ma non è subito evidente, prima di stampare l’etichetta assicuratevi che non ci siano errori grossolani.
Ci siamo poi divertiti a chiedere a chatgpt di consigliarci un nome di fantasia per un vino, combinando le parole neve, luna e notte. Anche in questo caso il risultato è interessante, ecco cosa ci ha risposto chatgpt
Ecco un’altra lista di nomi creativi combinando “neve,” “luna” e “notte”:
Nevanua Lunovia Nottevia Nevlunea Nottevela Lunottea Nevilun Lunettiva Nottevan Nevilunna Notteneva Lunaveana Nevottela Lunatte Nevinala Nottevaluna Lunvenotte Nevilottia Notteviluna Lunanevia
Che dire, lunovia e nevlunea non sono poi così male. Meno male che chatgpt è ad uso limitato, e dopo pochi minuti si interrompe, altrimenti ci passerei le giornate.
CHI FA COSA , la retroetichetta del vino
ci sono diverse tipologie di case vinicole e sono molto dinamiche, per cui la stessa casa vinicola può essere un mix di diversi modelli di business e rientrare in tutte le categorie o in alcune di esse:
– i vignaioli: coloro che coltivano le proprie uve e le vinificano – i vinificatori: coloro che acquistano le uve o il mosto e lo vinificano
– gli imbottigliatori: coloro che acquistano vino sfuso prodotto da terzi e lo vinificano
– le cooperative: ci sono associazioni di produttori che si riuniscono e conferiscono le proprie uve alla cooperativa
– associazioni di cooperative o cooperative di secondo livello
le aziende si dividono in aziende agricole che vinificano le proprie uve oppure possono integrare la loro produzione con il 49% di uve prodotte da altri o possono integrare la loro produzione con il 49% di vino sfuso prodotto da altri. La normativa non è molto chiara, si parla di 49% sul fatturato e non sul quantitativo in peso, ma parliamo di sfumature e di interpretazioni delle norme.
proviamo a fare una lista delle diciture più comuni che troviamo nelle retroetichette dei vini:
integralmente prodotto e imbottigliato all’origine da – il vino è stato prodotto esclusivamente con le uve coltivate dall’azienda stessa e imbottigliato dalla stessa azienda nella stessa cantina dove sono state vinificate le uve. L’azienda può essere agricola e non agricola.
imbottigliato all’origine da – il vino è stato imbottigliato dal viticoltore dalla stessa cantina che conduce il vigneto, le uve potrebbero essere state integrate parzialmente con uve prodotte da terzi, nella misura non superiore al 49% delle uve totali, oppure le uve potrebbero essere state oggetto di un conto lavorazione nella prima fase della vinificazione, ad esempio una cantina porta le uve ad un’altra cantina, riporta nella propria cantina il mosto e conduce la fermentazione e la vinificazione, per cui non si tratterà di integralmente prodotto all’origine da, ma imbottigliato all’origine.
prodotto e imbottigliato da – In questo caso presumibilmente il produttore di vino ha vinificato delle uve non sue o in maggior parte non sue, ad esempio un produttore ha un vigneto di uve pecorino ma vuole cimentarsi nella vinificazione del trebbiano, acquista le uve trebbiano da un altro produttore e in etichetta scriverà prodotto e imbottigliato da, non potrà scrivere imbottigliato all’origine perchè le uve non sono in prevalenza le sue e dunque l’origine delle uve non coincide con lo stabilimento dove verrà imbottigliato il vino.
vinificato da – presumibilmente se ho capito bene, potrei sbagliarmi, perchè è una forma molto rara, la cantina ha acquistato mosto appena pigiato, per cui il vino non sarà prodotto e imbottigliato da, ma vinificato da.
imbottigliato nella zona di produzione da – questa dicitura significa che il vino è stato prodotto da un’altra cantina nella stessa zona di produzione dove risiede la cantina che imbottiglia il vino, a mio parere, ma il caso è molto dubbio, si tratta di un acquisto di vino sfuso prodotto da altre cantine, seppur di produzione locale, ora non mi è molto chiaro cosa significhi la parola zona, se significa la stessa provincia, o la stessa zonazione della igp o della doc, da approfondire.
imbottigliato da – la cantina ha acquistato vino sfuso e lo ha imbottigliato. Bisogna però ricordare che i vini da tavola non a dop e non a igp presentano la dicitura imbottigliato da, per cui in questo caso rimane il dubbio se il vino è stato acquistato sfuso e imbottigliato dalla cantina o se è stato prodotto dalla cantina ma trattandosi di un vino generico da tavola senza annata e senza dop, igt o nome del varietale, non possa riportare la dicitura prodotto e imbottigliato da, anche in questo caso la legislazione può portare a confusione nel consumatore finale.
elaborato da – questa dicitura si applica ai vini spumanti e credo anche ai frizzanti, la cantina potrebbe aver acquistato un vino base da spumantizzare e poi aver condotto tutta la spumantizzazione. Nel caso in cui la dicitura sia elaborato all’origine da (non sono sicuro che questa dicitura esista realmente) oppure integralmente prodotto e elaborato all’origine da (non sono sicuro che questa dicitura esista realmente) allora si applicano le stesse regole delle diciture simili per i vini fermi.
confezionato da – questa dicitura si applica per i bag in box, se si tratta di vini generici o vini da tavola senza doc e senza igt, non sarà possibile capire se il vino è stato prodotto dalla cantina che l’ha confezionato oppure se è stato prodotto da un’altra cantina, in questo caso la ragione sociale dell’azienda che ha confezionato il vino, se si tratta di un’azienda agricola, sarà maggiore la probabilità che quel vino sia stato prodotto almeno in parte dalla stessa azienda che lo ha confezionato. Ciò non toglie che se si tratta di un’azienda non agricola, non possiamo escludere che si tratti di un’azienda che ha acquistato le uve e le ha vinificate, non tutte le aziende possiedono vigneti, molte aziende si concentrano sulla selezione delle uve prodotte da terzi e la loro vinificazione e affinamento.
Come tenere la temperatura del mosto in fermentazione sotto controllo, senza l’utilizzo di macchinari professionali
Prima va premesso che questo è sicuramente un argomento molto dibattuto, c’è chi sostiene che il vino vada fatto secondo natura lasciando fermentare il mosto a temperatura ambiente, rispetto chi la pensa diversamente, l’obiettivo di questo articolo non è parlare di etica, ma raccontare quella che è la mia esperienza, ovvero che i lieviti, selezionati o da fermentazione spontanea, “lavorano” molto male a temperatura ambiente, sviluppando cattivi odori e andando sotto stress, nei casi più gravi si rischiano degli arresti di fermentazione che vanno a compromettere definitivamente la qualità del vino ottenuto, che rimarrà vagamente dolce ma soprattutto instabile. Per diversi anni quando ero un hobbista ho vinificato le uve a temperatura ambiente, per quanto riguarda i vini rossi e gli orangewine si ottengono spesso dei risultati accettabili, ma per quanto riguarda tutti gli altri tipi ho sempre riscontrato diversi problemi.
I metodi suggeriti
il doppio tino, il mio preferito
Se mettete un tino dentro l’altro, il tino è detto anche mastello, ad esempio un tino da 600 litri poggiato all’interno di un tino da 700 litri, si pone il mosto all’interno del tino da 600 litri e si riempie d’acqua l’intercapedine che si crea tra i due tini, si riempie a metà o tre quarti di acqua, a questo punto si può inserire del ghiaccio in questa intercapedine oppure dei ghiaccini o delle bottiglie di plastica piene di acqua fatte ghiacciare giorni prima in congelatore, banalmente si possono tenere in congelatore circa 20 bottiglie di acqua e lasciarle congelare, inserirne cinque alla volta nell’acqua tra i due tini e quando si scongelano sostituirle con altre cinque congelate e rimettere le bottiglie scongelate nuovamente in congelatore e così via.
bottiglie ghiacciate
lo stesso sistema si potrebbe utilizzare mettendo le bottiglie ghiacciate direttamente nel mosto e non nell’intercapedine, questo metodo è fortemente sconsigliato perchè il raffreddamento non sarebbe omogeneo e soprattutto il mosto andrebbe a contatto con dei residui di colla dell’etichetta e con una plastica non adatta al contatto con mosto in fermentazione.
Serpentina immersa nel mosto
Immergendo nel mosto una serpentina di acciaio , non di rame, in cui facciamo scorrere l’acqua del rubinetto, otteniamo un leggero raffreddamento del mosto in fermentazione, tuttavia si avrà uno spreco d’acqua notevole.
L’altra opzione è quella di integrare questo sistema con un piccolo chiller, quelli professionali costano parecchio, a livello domestico potete adattare questo sistema con un piccolo sistema di raffreddamento per acquari, economico e funzionale, non adatto a quantità superiori ai 5 ettolitri.
Tubo da irrigazione forato
Un altro sistema è quello di far passare intorno al tino di fermentazione un tubo nero, quelli che si usano per irrigare l’orto con l’impianto a microgoccia, quindi avvolgere esternamente questo tubo al tino di fermentazione, attaccare questo tubo al rubinetto dell’acqua e così sulla parete esterna del tino in fermentazione scorreranno delle microgocce che manterranno la temperatura del mosto in fermentazione ad un livello accettabile.
Frigo, cella frigo o congelatore e termostato.
Se si vinificano poche decine di litri di mosto, l’ideale sarebbe fermentare a temperatura controllata all’interno di un frigo o di un congelatore, collegato ad un termostato, ad esempio inkbird, che attacca il frigo quando la sonda nel mosto rileva una temperatura troppo alta e stacca il frigo quando la temperatura è troppo bassa.
Noi utilizziamo questo sistema con una cella frigo di grandi dimensioni, questo fa si che l’ambiente tra il mosto e la cella frigo sia quasi priva di ossigeno.
Questi sono dei metodi suggeriti per chi ha poche disponibilità economiche e si approccia a vinificare piccole quantità di mosto, altrimenti i metodi professionali sono sicuramente altri: chiller di raffreddamento con piastre a immersione, cisterne inox con delle camicie dove far passare il glicole, scambiatori di calore, ecc. ecc.
MY NEW BLOG IS COMING SOON – WORK IN PROGRESS
SLOW WINE FAIR 2025, NON VEDIAMO L’ORA
Ci rivediamo a Bologna dal 23 al 25 Febbraio
tutte le info aggiornate al link di seguito
Tokyo, arriviamo!
Saremo presenti alla fiera FOODEX di Tokyo con tutti i nostri vini, stand E3 G25

PARLANO DI NOI: BELLISSIMO ARTICOLO SUL BLOG LA FILLOSSERA
Link all’articolo: https://lafillossera.com/2023/03/04/viva-la-vite-2023-amici-bottiglie-e-nuove-scoperte/

VIGNAIOLI INDIPENDENTI FIVI
Orgoglioso di fare parte dell’associazione fivi vignaioli indipendenti
“Il nostro Marchio raffigura “Ampelio”, immagine di un Vignaiolo che porta una cesta d’uva sulle spalle e la cui ombra prende la forma di una bottiglia. In questa figura è riassunto tutto quello che per noi significa essere Vignaioli.La presenza di questo Marchio identifica un vino fatto da un Vignaiolo, cioè da chi ha seguito direttamente tutta la filiera dalla cura della vigna, alla trasformazione dell’uva in vino, fino all’imbottigliamento e la vendita.”


SLOW WINE FAIR 2024, ARRIVIAMO
Ci vediamo a Bologna, padiglione 20 ISOLA N stand n.24 Dal 25 al 27 Febbraio

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Via Antonella D’Aquino, 126-128 Francavilla al Mare (Chieti, Italy)
VINEYARD WHITE
Contrada Feudo, Ripa Teatina (CHIETI, ITALY).
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Ripa Teatina (CHIETI, ITALY).
VINEYARD RED
Contrada Feudo, Villamagna (CHIETI, ITALY).
WINE CELLAR
VIA FEUDO, RIPA TEATINA (CH)
Azienda agricola di Giuseppe Enrico Simigliani
Wine cellar and production: VIA FEUDO, RIPA TEATINA (CH) , we are not always open, make a call to visit us, we will be happy to welcome you at our wine house.
+ 39 3280146512
If we are not available, leave us a message on whatsapp and we will call you back as soon as possible.
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Via d’Aquino 126-128 Francavilla al Mare (Chieti, Italy)












